martedì 27 luglio 2010

IL QUARTO SIGILLO - un racconto. Ultima parte

In effetti, qualche minuto di silenzio passò prima che l’arciere si decidesse a riprendere la parola smorzando l’espressione tronfia che andava delineandosi sul volto del guerriero con la spada.
Fuori dalla finestra, intanto, sembravano moltiplicarsi i bagliori e le folgori che illuminavano il cielo e le ombre che sfrecciavano parevano farsi più grandi e frequenti.
Riprese allora l’arciere “sono riusciti a scoprire molto di più sulla loro natura di qualsiasi altro essere vivente di cui ho memoria; sanno come sono fatti, come curare e preservare il loro corpo grazie alla medicina. Di più: sanno entrare nella loro stessa psiche, capirne alcuni meccanismi e ogni tanto correggerli. A me questo pare un grande segno di consapevolezza…”
Lo spadaccino cominciava a spazientirsi e vedendo che poco a poco le ragioni dei compagni stavano prendendo il sopravvento cercò di ribattere come poteva
“e quanto ancora ignorano di loro stessi? Dici che hanno capito come curare la loro mente e il loro corpo, ma ancora muoiono ed escono di senno! Se fosse come dici sarebbero oltre misura saggi ed immortali non credi fratello?”
Lo spadaccino credeva di aver dato la stoccata finale con quella mossa e non si aspettava la fulminea risposta del proprietario della bilancia
“Se fossero immortali e saggi oltre misura perderebbero quella fallacia che li rende umani, sarebbero Dei e noi non staremmo qui a fare questa discussione; se siamo davvero superiori, se LUI lo è davvero, dovremmo commuoverci di fronte a questo loro aspetto come ci si commuove di fronte ad un cucciolo, invece di pensare a punirli per la loro ingenuità”.
“Bene” – disse il guerriero – “cos’altro?”
Proseguì il pallido sempre giocherellando con la sua bilancia
“Secondo me, è ammirevole inoltre il modo in cui sono riusciti a plasmare la natura: costruiscono dighe, abitano montagne e riescono persino a volare; riesci a trovare un'altra creatura che sappia arrivare a tanto?”
“Ah!” – lo interruppe il guerriero, felice di quell’intervento – “dubito fortemente che Nostro Signore abbia creato la natura perché venisse manipolata dall’essere umano; questo è motivo di demerito più che di merito amico mio!”
“Non direi” si intromise l’altro “Se sono state concesse all’uomo le facoltà necessarie per plasmare la natura affinché possa rendergli la vita più facile non vedo motivo di non usarle: fin quando non la distrugge e comunque la rispetta, per me è solo lodevole”.
Lo spadaccino scoppiò a ridere “ ciò che dite ha dell’incredibile, insomma, parliamo di una razza che al seguito di un omino coi baffetti ha sterminato una consistente parte di essa in nome di cosa? Qual’era il problema di quegli altri?”
“erano ebrei” rispose l’arciere.
“visto? Come dire che io ammazzo voi due perché avete in mano una bilancia e un arco anziché una spada!”
Il guerriero dai capelli rossi prese la sua arma e si alzò dal tavolo di cristallo ormai esasperato, guardando fuori dalla finestra la battaglia che ormai imperversava.
Gli altri due avevano chinato la testa e riflettevano su quelle parole.
Nel silenzio che si era creato all’interno della stanza risuonò un boato, lo spadaccino si rivolse agli altri due e disse “se avete un ultimo buon motivo per non fare quello che dobbiamo fare è il momento di dirlo, il quarto sigillo è stato spezzato.”
Gli altri due si guardavano rassegnati, il tempo era giunto non gli veniva in mente nient’altro per convincere loro stessi e il compagno a cambiare quello che sembrava essere il corso naturale degli eventi.
Aspettavano ora l’arrivo del loro quarto ed ultimo compagno, che di regola non si faceva mai attendere.
Davanti alla grande finestra, sullo sfondo della battaglia che svariati angeli e demoni stavano combattendo, si posizionarono quattro cavalli di diverso colore: bianco, rosso, nero e verde pallido.
Mentre un vento fortissimo sferzava il volto dei tre, poiché la finestra era scomparsa per permettere ai cavalieri di salire sui loro destrieri, la porta sul lato opposto si aprì.
Una lugubre figura, alta, magra e avvolta in una cappa nera fece capolino.
Stringeva in mano un’enorme falce ed un colpo di vento gli scoprì il capo rivelando l’orrendo teschio al suo interno.
“Salve Morte, aspettavamo solo te” lo accolse compiaciuto il guerriero dai capelli rossi meglio noto come Guerra. Mentre gli altri cavalieri si accingevano a montare a cavallo, Morte avanzava lentamente attraversando la stanza senza dire una parola. Era il più terrificante dei quattro poiché le sue fattezze di scheletro lo rendevano più simile ad un incubo che ad un vero individuo che camminava in una stanza.
Giunto sul ciglio della finestra, mentre il resto del manipolo era ormai accomodato sulle rispettive cavalcature, si decise ad aprire bocca per la prima volta tra lo stupore di tutti (era sempre stato uno di poche parole)
“Non ho potuto fare a meno di sentire il vostro discorso…” - la sua voce non era lugubre e profonda come ci si sarebbe aspettato, piuttosto squillante e giovanile – “e mi chiedevo se avete mai sentito She loves you dei Beatles”
Guerra era impallidito, mentre gli altri due guardavano la figura ammantata di nero con curiosità finché il cavaliere con l’arco non interruppe il silenzio che quell’affermazione aveva creato
“Preferisco While my guitar gently weeps, ma in generale tutto il white album, ma questo cosa…”
Non riuscì a completare la frase perché Pestilenza era scoppiato in una fragorosa risata.
Carestia allora si voltò verso Guerra e capì dalla sua faccia furibonda che era stato appena battuto al gioco da lui stesso proposto: I Beatles avevano salvato il mondo dall’Apocalisse.

...

Questa è una cosuccia che ho scritto a tempo perso. Niente di che. Grazie a chiunque l'abbia letta e grazie a Vele, il cui giudizio come sempre mi interessa molto. Se per caso ve lo siete perso e morite dalla voglia di leggerlo, chi sono io per lasciarvi morire? QUI trovate la prima parte...

5 commenti:

  1. Quando ho letto il titolo mi sono detta: "Ma, ma.. come? Già l'ultima parte?"
    Credevo che fosse una saga fantasy!
    E invece aveva tutto un'altro significato.
    Mi è piaciuta molto la discussione sull'essere umano, che può essere visto sia come "un cucciolo" per le sue debolezze, che come un essere malvagio capace di ogni nefandezza.
    Bravo davvero, hai dimostrato si saper scrivere davvero bene e in modo profondo, oltre che disegnare.

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  2. Grazie Vele, anche qualora fossi stata l'unica ad averlo letto sarebbe comunque valsa la pena di scriverlo.

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  3. Ciao Uomo Timorato! Complimenti per il racconto. Ti metto tra i preferiti e tornerò a trovarti. Continua così;)

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  4. Grazie mille Vitone! E benvenuto!

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  5. Ciao Timorato! Interessante racconto!
    Quando ti capita passa a trovarmi anche tu, fra un film e l'altro.
    whiterussiancinema.blogspot.com
    Saludos!
    MrFord

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