domenica 24 ottobre 2010

COMUNICAZIONE

Se qualcuno da ieri è passato da queste parti per trovare la nuova puntata di CLOUD avrà notato che non ho pubblicato questa settimana.
Ho i disegni ma devo chinarli.
Abbiate un po' di pazienza, spero di potervi far vedere quello che ho fatto nei prossimi giorni.
Non andate via e siate fiduciosi, grazie a tutti.

lunedì 18 ottobre 2010

Vitone mi chiede. Gli amici rispondono.

Salve amici blogger o fan (seee) di Cloud, scrivo per cogliere l'invito del blogger Vitone, che mi chiede di rispondere, nnchè girare agli amici questo questionario.
Che dire? Perchè no?
Inoltre, alla fine mettero' i link di altri amici che invito a partecipare qualora volessero (Lukino ed ele li metto per principio ma effettivamente almeno il primo l'ha già fatto!)
Iniziamo:
1) Quando le maestre e le prof, e i parenti chiedevano a noi piccoli
"E TU?COSA VORRESTI FARE DA GRANDE?"
Cosa avete risposto?Cosa avete sognato più e più volte di fare?Quanti mestieri?Quanti sogni?

2) Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli?Con quali giochi vi divertivate?
Con le bambole o a cucinare con terra e sassi il pranzo ideale per i vostri amici o altro?

3) Qual'è stato il vostro più bel compleanno e perchè?

4) Quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?

5) Qual'è stata la vostra prima passione sportiva o non?

6)Quale il primo idolo musicale? (Quello per cui sbavevate, avevate il poster, il cd e tutto il necessario)

7) La cosa più bella chiesta (e in caso ricevuta) a Babbonatale o Santa Lucia?


RISPOSTE:

1) I mestieri che consideravo papabili da piccolo sono andati (cronologicamente) da: Pompiere (nessuno rida), polizziotto, giudice, consulente del lavoro e (oggi) grafico pubblicitario o giornalista (come no...).

2)Cartoni: tartarughe ninja, marshall bravestar, ghostbuster, dinosaucers, M.A.S.K. ma ce ne sono molti altri...
giochi: tartarughe ninja e cavalieri dello zodiaco (non separatamente).

3) 16° compleanno. perchè ho ricevuto i più bei regali di sempre dai miei amici (regali davvero sentiti, gli unici probabilmente) ovvero: mezza collezione di Berserker originale, l'EVA02 e una felpa LEE fichissima.

4)Viaggi: Parigi, Londra, Tokio e Tibet in generale.

5)Prima passione sportiva: Nuoto - Seconda: Basket - ultima: disegno. Indovinate l'unica che ancora persiste...

6) Non sbavo, non ne possiedo il poster (nè tutti i CD) ma sempre e comunque MAX PEZZALI!

7) Il supermegastrafico CASTELLO DEI MASTERS all'età di 9/10 anni! fantastico!!!

E adesso, per chi volesse partecipare, ecco una lista di amici blogger a cui giro il questionario:

Lukino's pictures

Elena's comics

Mobu e Al

Colorare la vita

I Need Jack

Midnight High

La stanza di Kyacchan

Lui e Lei island

Mister X: il guerriero crociato (solo in testa)

Ciao a tutti amici blogger!

sabato 16 ottobre 2010

I Mangiasogni - 6

























Ci avviamo verso la conclusione di questa prima (si spera ce ne siano altre ma dipende da voi ovviamente) avventura di CLOUD. Che ve ne pare fin qui?

Sempre per gli sbadati, qui ci sono le precedenti puntate.

A sabato prossimo.

I Mangiasogni - 5

I Mangiasogni - 4

I Mangiasogni - 3

I Mangiasogni - 2

I Mangiasogni - 1

I Mangiasogni - Prologo


sabato 2 ottobre 2010

I Mangiasogni - 4










Cloud potrebbe prendersi una pausa per dar spazio ad un certo WEB-RING sui supereroi fatto in collaborazione con gli amici di Fumetti sul Web.

Conseguentemente, Stay tuned perchè qualcosa la prossima settimana accadrà. Nel frattempo, cosa si può fare contro un "ORIGINE"?

Il mangiasogni prototipo che si forma quando un uomo smette di sognare? Potrà Cloud con la sua Colt essere da solo in grado di affrontarlo?

Non saprei, smettere di sognare sprigiona un energia negativa molto forte e Cloud non si trova nei suoi sogni, ma in quelli di Gregory Neil.

I Mangiasogni - 3

I Mangiasogni - 2

I Mangiasogni - 1

I Mangiasogni - Prologo

sabato 25 settembre 2010

I Mangiasogni - 3











La febbre a 38.5 mi ha impedito di programmare il post.

Stamattina sto un po' meglio e quindi rimedio subito, buona lettura.

Per i distratti, qui trovate gli altri episodi:

Prologo

I Mangiasogni - 1

I Mangiasogni - 2

sabato 18 settembre 2010

I Mangiasogni - 2




















Allora, che ne pensate fino adesso?

Cmq in onore di Vele (unica ad avere espresso preferenze) si pubblica di sabato, perchè come purtroppo accade in questo paese "la maggioranza vince".

Commentate ragazze e ragazzi, voglio davvero sapere se ogni tavola vi piace, cosa potrei modificare, aggiungere o tagliare...

Grazie a tutti e buoni sogni!

domenica 12 settembre 2010

I Mangiasogni - 1



















Altre tre tavole.
Inizia la strana avventura del Sig. Neil .
In attesa di migliorare la visualizzazione del flash, mi scuso per le strisce laterali bianche che vedete, credo di aver capito l'errore ma al momento non posso farci niente (dovrei rifare totalmente i files con le immagini a grandezza diversa - un casino -).
Abbiate pazienza anche per le prossime tre tavole, poi la visualizzazione dovrebbe risultare migliore.
Noterete che l'interattività, se presente, è segnalata dalla speciale Colt gialla, cercatela!
Fatemi sapere che ve ne pare, sia della visualizzazione che del contenuto. Fatemi anche sapere quale giorno della settimana preferireste per vedere le nuove tavole di Cloud.

PER CHI SI FOSSE PERSO IL PROLOGO, QUI E' POSSIBILE RIMEDIARE

Grazie a tutti,
Coltivate i vostri sogni, il contrario potrebbe risultare pericoloso...

lunedì 6 settembre 2010

Prologo















Nell'attesa di trovare un modo carino per segnalarle, cliccate sulle/a tavole/a per vedere le animazioni prima di commentare/spegnere il pc/bruciarlo/bestemmiare contro di me.
Fatemi sapere che ve ne pare, mi raccomando!

sabato 4 settembre 2010

Countdown Cloud


Salve a tutti,
amici fidati e ospiti di passaggio.
Come alcuni di voi sanno (o avranno capito), sto per pubblicare un nuovo progetto fumettistico: CLOUD.

Quello che vorrei da questa piccola serie si riassume essenzialmente in poche e semplici battute.
Vorrei una storia che superi la sua veste grafica; ovvero che importi tanto quello che dico quanto quello che faccio vedere.
Il fumetto dovrebbe essere arte e l'arte del fumetto non risiede solo in combattimenti o personaggi carismatici, ma in storie: storie commoventi, paradigmatiche, amare, che rispecchiano la società o le aspirazioni di ognuno di noi.
Ecco perché la scelta dei sogni come tema fondamentale.
Un altra cosa che ho chiesto a me stesso e a Cloud (e che spero di riuscire a realizzare con più costanza del solito) è quella di ufficializzare un genere che è nell'aria ma che, almeno per quanto ne so io, non è ancora sviluppato al 100%: CLOUD sarà un fumetto in parte Flash-based.
Il web-comic ha troppe potenzialità ancora inespresse per essere limitato alla trasposizione digitale di tavole cartacee.
Il nuovo layout del blog è funzionale a questo: non ci sarà più bisogno di ingrandire le tavole, spero. Se così non fosse fatemelo sapere!
Il movimento e l'interattività sono, a mio avviso, alla base di un VERO web-comic. Teorizzare prima di sviluppare è importante per dare carattere programmatico ai progetti che si portano avanti; applicare flash a qualche disegno ogni tanto significa giocare con le proprie creazioni (sacrosantissimo!), ma sistematizzarne la pratica crea un nuovo genere.
Io la penso così e vorrei essere quanto meno uno dei primi a riconoscere quello che sta facendo.

Ma smettendola con il fare accademico, che poi sembro uno serio, diciamo che le tavole di Cloud vanno cliccate! Cercate l'interattività ed ogni tanto la troverete!
Non sempre le tavole saranno Flash-based (il lavoro che sta dietro è bello ma macchinoso, per cui prende un tempo che spesso non ho) ma farò del mio meglio per dare l'effetto estetico migliore ad ogni tavola.

Detto ciò, lunedì 6 Settembre pubblicherò le prime tavole e vorrei che ognuno di voi mi faccia sapere che ne pensa: solo un incoraggiamento massiccio può spingere a continuare lavori particolarmente ambiziosi.
Vi ringrazio anticipatamente, specialmente quelli che so non mancheranno di leggere e commentare (e ci siamo capiti a chi mi riferisco).

Vi auguro buon viaggio nel mondo di Cloud (che, credetemi, è anche il vostro)

UT

sabato 21 agosto 2010

Anteprima




Gustatevi la presentazione di "Cloud" in Flash qua sopra e ditemi che ve ne pare...
Nel frattempo posto anche qualche ceffo che ho ideato...
P.S. noterete che anche le musiche di Cloud sono le mie...guardate il copyright alla fine. Questo era tanto per farlo notare: uso il sintetizzatore "Magix".

giovedì 12 agosto 2010

Lucus the Creator, Mr. X e ...?


Piccolo omaggio per il compleanno del blog di Lukino con partecipazione anche di Mr. X, altro interessante personaggio della blog-sfera...
Ma chi è l'ultimo personaggio che si vede in queste tavole?

P.S. per non parlare di quello che si vede nella prima, nessuno se ne accorge? vi dico solo che è ai limite della denuncia, speriamo bene...

martedì 27 luglio 2010

IL QUARTO SIGILLO - un racconto. Ultima parte

In effetti, qualche minuto di silenzio passò prima che l’arciere si decidesse a riprendere la parola smorzando l’espressione tronfia che andava delineandosi sul volto del guerriero con la spada.
Fuori dalla finestra, intanto, sembravano moltiplicarsi i bagliori e le folgori che illuminavano il cielo e le ombre che sfrecciavano parevano farsi più grandi e frequenti.
Riprese allora l’arciere “sono riusciti a scoprire molto di più sulla loro natura di qualsiasi altro essere vivente di cui ho memoria; sanno come sono fatti, come curare e preservare il loro corpo grazie alla medicina. Di più: sanno entrare nella loro stessa psiche, capirne alcuni meccanismi e ogni tanto correggerli. A me questo pare un grande segno di consapevolezza…”
Lo spadaccino cominciava a spazientirsi e vedendo che poco a poco le ragioni dei compagni stavano prendendo il sopravvento cercò di ribattere come poteva
“e quanto ancora ignorano di loro stessi? Dici che hanno capito come curare la loro mente e il loro corpo, ma ancora muoiono ed escono di senno! Se fosse come dici sarebbero oltre misura saggi ed immortali non credi fratello?”
Lo spadaccino credeva di aver dato la stoccata finale con quella mossa e non si aspettava la fulminea risposta del proprietario della bilancia
“Se fossero immortali e saggi oltre misura perderebbero quella fallacia che li rende umani, sarebbero Dei e noi non staremmo qui a fare questa discussione; se siamo davvero superiori, se LUI lo è davvero, dovremmo commuoverci di fronte a questo loro aspetto come ci si commuove di fronte ad un cucciolo, invece di pensare a punirli per la loro ingenuità”.
“Bene” – disse il guerriero – “cos’altro?”
Proseguì il pallido sempre giocherellando con la sua bilancia
“Secondo me, è ammirevole inoltre il modo in cui sono riusciti a plasmare la natura: costruiscono dighe, abitano montagne e riescono persino a volare; riesci a trovare un'altra creatura che sappia arrivare a tanto?”
“Ah!” – lo interruppe il guerriero, felice di quell’intervento – “dubito fortemente che Nostro Signore abbia creato la natura perché venisse manipolata dall’essere umano; questo è motivo di demerito più che di merito amico mio!”
“Non direi” si intromise l’altro “Se sono state concesse all’uomo le facoltà necessarie per plasmare la natura affinché possa rendergli la vita più facile non vedo motivo di non usarle: fin quando non la distrugge e comunque la rispetta, per me è solo lodevole”.
Lo spadaccino scoppiò a ridere “ ciò che dite ha dell’incredibile, insomma, parliamo di una razza che al seguito di un omino coi baffetti ha sterminato una consistente parte di essa in nome di cosa? Qual’era il problema di quegli altri?”
“erano ebrei” rispose l’arciere.
“visto? Come dire che io ammazzo voi due perché avete in mano una bilancia e un arco anziché una spada!”
Il guerriero dai capelli rossi prese la sua arma e si alzò dal tavolo di cristallo ormai esasperato, guardando fuori dalla finestra la battaglia che ormai imperversava.
Gli altri due avevano chinato la testa e riflettevano su quelle parole.
Nel silenzio che si era creato all’interno della stanza risuonò un boato, lo spadaccino si rivolse agli altri due e disse “se avete un ultimo buon motivo per non fare quello che dobbiamo fare è il momento di dirlo, il quarto sigillo è stato spezzato.”
Gli altri due si guardavano rassegnati, il tempo era giunto non gli veniva in mente nient’altro per convincere loro stessi e il compagno a cambiare quello che sembrava essere il corso naturale degli eventi.
Aspettavano ora l’arrivo del loro quarto ed ultimo compagno, che di regola non si faceva mai attendere.
Davanti alla grande finestra, sullo sfondo della battaglia che svariati angeli e demoni stavano combattendo, si posizionarono quattro cavalli di diverso colore: bianco, rosso, nero e verde pallido.
Mentre un vento fortissimo sferzava il volto dei tre, poiché la finestra era scomparsa per permettere ai cavalieri di salire sui loro destrieri, la porta sul lato opposto si aprì.
Una lugubre figura, alta, magra e avvolta in una cappa nera fece capolino.
Stringeva in mano un’enorme falce ed un colpo di vento gli scoprì il capo rivelando l’orrendo teschio al suo interno.
“Salve Morte, aspettavamo solo te” lo accolse compiaciuto il guerriero dai capelli rossi meglio noto come Guerra. Mentre gli altri cavalieri si accingevano a montare a cavallo, Morte avanzava lentamente attraversando la stanza senza dire una parola. Era il più terrificante dei quattro poiché le sue fattezze di scheletro lo rendevano più simile ad un incubo che ad un vero individuo che camminava in una stanza.
Giunto sul ciglio della finestra, mentre il resto del manipolo era ormai accomodato sulle rispettive cavalcature, si decise ad aprire bocca per la prima volta tra lo stupore di tutti (era sempre stato uno di poche parole)
“Non ho potuto fare a meno di sentire il vostro discorso…” - la sua voce non era lugubre e profonda come ci si sarebbe aspettato, piuttosto squillante e giovanile – “e mi chiedevo se avete mai sentito She loves you dei Beatles”
Guerra era impallidito, mentre gli altri due guardavano la figura ammantata di nero con curiosità finché il cavaliere con l’arco non interruppe il silenzio che quell’affermazione aveva creato
“Preferisco While my guitar gently weeps, ma in generale tutto il white album, ma questo cosa…”
Non riuscì a completare la frase perché Pestilenza era scoppiato in una fragorosa risata.
Carestia allora si voltò verso Guerra e capì dalla sua faccia furibonda che era stato appena battuto al gioco da lui stesso proposto: I Beatles avevano salvato il mondo dall’Apocalisse.

...

Questa è una cosuccia che ho scritto a tempo perso. Niente di che. Grazie a chiunque l'abbia letta e grazie a Vele, il cui giudizio come sempre mi interessa molto. Se per caso ve lo siete perso e morite dalla voglia di leggerlo, chi sono io per lasciarvi morire? QUI trovate la prima parte...

mercoledì 21 luglio 2010

IL QUARTO SIGILLO - un racconto. Seconda parte.

Lo spadaccino si fermò a riflettere, ma ci mise poco a concludere che l’altro sopravvalutava gli umani, così replicò quasi subito

“Non hanno il giudizio necessario… lasceresti forse che un infante gestisca la casa dove abita?”

“Un infante è un infante, gli esseri umani sono ormai molto meno giovani, dovrebbero sapersela cavare; se così non fosse, che si arrangino…”

L’altro era titubante, intravedeva un fondo di verità nella teoria dell’arciere ma non riusciva ad ammetterla con se stesso.

Lasciarli liberi di decidere del proprio destino forse era addirittura più gravoso che decidere per loro. Gravoso per esseri responsabili, razionali e morali.

Pensò che gli umani non avevano nessuno di questi requisiti: creature che distruggono se stessi e gli altri membri della stessa specie non hanno niente di razionale.

Non avrebbero compreso il peso di tale responsabilità, sarebbero stati solo meglio nell’ignoranza che nella consapevolezza. Il che non era ammissibile.

Dall’enorme finestra, intanto, bagliori luminosi e strane figure di uccelli saettavano tra le nubi rossastre, sembrava imperversare uno strano temporale.

In quell’istante, dalla parete bianca opposta alla finestra, si delineò una porta che prima sembrava non esserci. Ne usci una figura alta ed esile con i capelli grigi e lunghi, una tonaca malridotta di un colore indefinito ma sicuramente molto vecchia; portava con se una bilancia nella mano destra e con la sinistra si chiuse la porta alle spalle.

“Alla buonora!” - lo apostrofò quello con la spada - “ dipendesse da te, gli umani dormirebbero sonni tranquilli…”

lo ignorò e si rivolese all’altro occupante della stanza

“salve fratello”

“ben arrivato, ti stavamo aspettando…”

Posò la bilancia sul tavolo dove stava anche l’arco e si sedette. Dopo qualche minuto di silenzio, le pallide labbra del nuovo arrivato si mossero

“ho fatto tardi poiché ho riflettuto”

Gli altri due si girarono contemporaneamente e lo spadaccino sbottò “Dio misericordioso, eccone un altro…”; l’arciere accennò un sorriso al sentire quelle parole e chiarì subito il significato di quell’imprecazione rivolgendosi al pallido “sai, ne stavamo discutendo anche noi…”

La discussione, che sembrava chiusa, aveva un nuovo partecipante e la cosa irritava non poco lo spadaccino che cercò subito di smorzarla

“Facciamo così, voi mi dite cinque buoni motivi per cui gli umani non meritano il destino che, vi ricordo, siamo qui per infliggere loro ed io prenderò in considerazione l’ipotesi di non andare; in caso contrario dovrete ammettere che quello che dite non ha senso.”

Il Pallido e l’arciere si guardarono a vicenda e colsero al volo l’invito dello scostante compagno.

Cominciò l’arciere “ Io per esempio trovo che non tutti siano preoccupati solo di distruggersi l’un l’altro. piuttosto ci sono molti esseri umani che lasciano la propria casa per andare ad aiutare persone anche in luoghi molto distanti. Credo che sia un comportamento degno di lode”.

La risposta del guerriero, che ormai era entrato nello spirito del dibattito suo malgrado, non si fece attendere

“Ci sono anche molte persone che vanno negli stessi luoghi per sfruttarne popolazione e risorse. Ma facciamo finta che sia una ragione valida, che altro?”

Fu la volta di quello pallido

“Per quella che è la mia esperienza con il genere umano, posso dire che ritengo ammirevole il modo che hanno di non perdersi mai d’animo: più volte li ho afflitti e più volte sono risorti più forti di prima. Hanno un potere innato di adattamento e anche se hanno bisogno di attaccarsi a speranze fittizie per riuscirci, alla fine trovano sempre il modo di cavarsela.”

Dopo questo intervento, l’arciere volle aggiungere qualcosa

“concordo, e vorrei ricordare ai presenti che noi sappiamo meglio di chiunque altro che nel compiere tali imprese sono sempre stati assolutamente soli: per quanto aiuto abbiano chiesto, non gliene è mai stato accordato alcuno, dico bene?”

Lo spadaccino non trovava nulla di sensazionale nel cercare di riprendersi dopo una carestia o dopo una sciagura di qualsiasi tipo; nessun animale si lascia morire perché preso dallo sconforto, quindi nemmeno gli umani. Ciononostante ammise l’eccezione dei due e li esortò a trovare altre tre buone ragioni, convinto che non ci sarebbero mai riusciti.

martedì 13 luglio 2010

IL QUARTO SIGILLO - un racconto. Prima parte.

...

La stanza era molto ampia, con alte pareti bianche, una sola enorme finestra che occupava un intero lato ed un tavolo rettangolare di cristallo al centro.

Due figure, che sembravano guerrieri, discutevano al suo interno.

Il primo stava in piedi davanti alla finestra fissandola e meditando, il secondo se ne stava seduto sussurrando qualcosa all’interno delle mani che teneva incrociate davanti la bocca, un arco con delle frecce erano poggiati sul tavolo. Tutti e due sembravano aspettare qualcosa.

Dall’enorme finestra si potevano vedere molte nuvole di colore rossastro, non avresti potuto distinguere che periodo del giorno fosse, di certo quelle non erano le nuvole del crepuscolo.

Il riflesso alla finestra lasciava intravedere il volto del guerriero davanti ad essa con i suoi lineamenti spigolosi e severi; si girò verso il commilitone raccogliendo una spada che era poggiata nelle vicinanze e sbottò “Il terzo sigillo è stato rotto da un pezzo…”

Il guerriero seduto al tavolo ruotò gli occhi verso di lui senza togliere le mani incrociate da sopra la sua bocca gli rispose

“forse ci ha ripensato…”

La spada del guerriero si mosse fulminea, alzandosi e puntandolo “sciocchezze!” - tuonò -”noi non possiamo ripensarci, cosa dovrebbe significare questo?”

Quello sottotiro si rimise a fissare il suo arco e pacificamente rispose al compagno “risparmia le forze per la vera battaglia, voglio solo dire che nessuno di noi sa perché facciamo questo” .

Il soldato abbassò la sua arma e corrugò un sopracciglio: era evidente che un’uscita del genere non se la sarebbe mai aspettata.

Poggiò la spada sul tavolo, distante dall’arco che era all’altro capo, e scostò una sedia di cristallo.

Si sedette. Aspettavano in silenzio che qualcuno arrivasse e l’attesa pareva cominciare ad instillare dubbi sul compito che i due erano evidentemente chiamati ad assolvere.

Il proprietario della spada, passando la mano tra i corti capelli rossi, guardandosi riflesso nella lama di quest’ultima in un gesto tutt’altro che narcisistico ma degno piuttosto di un fiero soldato, ruppe il silenzio “quello che siamo chiamati a fare” – esordì – “fa parte di un grande piano. Noi siamo una punizione per tutti coloro che non hanno compreso come la vita doveva essere vissuta; siamo insieme cura e malattia, poiché non c’è inizio senza fine, non c’è creazione senza distruzione; il peccato ci ha generato, loro sono la causa della nostra esistenza”.

L’altro pareva aver chiaro cosa intendesse e non perse la calma nel ribattere “no amico mio, LUI ci ha creato perché LUI ha deciso cosa è giusto e cosa non lo è; noi siamo solo soldati e se come tali dobbiamo semplicemente obbedire appena dei sigilli vengono spezzati per me va bene, ma non venirmi a dire che c’è una logica, una giustificazione o perfino una solida causa dietro quello che ci accingiamo a fare; se la pensi così ti invito a riflettere meglio, potresti accorgerti di avere una volontà che non avresti sospettato di possedere e magari potresti addirittura decidere di usarla”.

Il fiero guerriero guardava di nuovo verso la finestra, era molto confuso adesso.

Quello che facevano era un privilegio, almeno così aveva sempre creduto, quindi era per lui molto irragionevole ciò che sentiva dire adesso in quella stanza.

Si riebbe dal suo momento di confusione e decise di sostenere la sua tesi, così riprese a dire

“gli umani hanno infettato il pianeta con la loro stoltezza: guerre fratricide, catastrofi provocate dalla loro ingordigia, disprezzo per la vita altrui; tutto questo fa di loro un cancro” si fermò un attimo e impugnando di nuovo la spada ruotò un fendente a vuoto nella stanza “facciamo bene a fare quello che facciamo, te lo dico io!”

L’altro prese il suo arco e lo tese verso l’enorme finestra senza aver incoccato alcuna freccia.

Aveva i capelli biondi, indossava una tonaca bianca e i suoi occhi erano brillanti, occhi di un fiero sagittario.

“un cancro per il loro pianeta? Può darsi…” ribatté chiudendo un occhio e incurvando la testa mentre guardava attraverso l’arco “ ma è il LORO pianeta appunto, perché non lasciar loro decidere se preservarlo o distruggerlo, perché non dar loro questa responsabilità?”

mercoledì 9 giugno 2010

BORIS


E' curioso come la prima serie televisiva italiana davvero riuscita (a mio avviso almeno) sia una parodia delle produzioni televisive italiane stesse.
In un set che potrebbe essere tranquillamente quello di "cento vetrine" o di "vivere" sono ambientate le vicende che stanno dietro alla produzione de "gli occhi del cuore 2".
Tutti, tecnici e regista compresi, pensano che la serie faccia davvero schifo, ma le leggi economiche di questo tipo di produzione fanno si che le scene e gli episodi vengano comunque "portati a casa" ogni giorno.
Tra una recitazione a "cazzo di cane" non solo apprezzata ma richiesta dallo stesso regista Renè (Francesco Pannofino) e una fotografia "smarmellata" dal pigro Duccio (Ninni Bruschetta), la serie (il cui nome "Boris" deriva da quello del pesce rosso che fa da compagno di regìa a Renè) mette in luce le penose dinamiche che non permettono in Italia il fiorire delle serie Tv che sono ormai appannaggio dei soli Stati Uniti e che noi ci limitiamo a scimmiottare (avete presente il raccapricciante RIS?).
L'originalità, il concentrarsi su di un ambito prettamente italiano ma con un taglio veloce e leggero (le puntate durano 25 minuti) e il cast decisamente azzeccato (c'è anche Caterina Guzzanti), fanno di Boris una serie a cui dare una chance.
Anche chi, come me, odia le produzioni italiane in generale deve dare almeno un occhiata alla prima serie.
Tra parentesi siamo già alla terza.

lunedì 10 maggio 2010

Oggi sono stato un po' triste

Veronica Lario si è accordata con il premier Silvio Berlusconi per la separazione consensuale: 300mila euro al mese e l'usufrutto a vita di una villa; lei aveva chiesto 4 milioni.

Oggi sono stato un po' triste. Precisamente da stamattina, quando ho trovato un ex cliente dell'ufficio in cui lavoro che aspettava per vedere il ragioniere.
Aveva una piccola attività che poi ha chiuso, per la verità era facile comprendere dal primo momento che si trattava di un attività fallimentare.
Gingilli religiosi e piccola cartoleria. Posto assolutamente non di passaggio. Quartiere assolutamente limitrofo.

Veronica Lario si è accordata con il Premier Silvio Berlusconi per la separazione consensuale: 300mila euro al mese e l'usufrutto a vita di una villa; lei aveva chiesto 4 milioni.

Pensavo che questo cliente godesse di una pensione e che, insieme alla moglie, avesse messo su quell'attività per passare le giornate in sua compagnia e in maniera diversa rispetto allo stare sempre in casa.
Era plausibile, il corpulento signore e sua moglie saranno già sulla settantina.
Scopro oggi che il negozio doveva servirgli semplicemente per campare. Mi sbagliavo, capita.
Mi sarebbe dispiaciuto certo, ma non avevo idea di quello che stava per dirmi.
Ti immagini sempre che una persona che arriva più o meno vestita decentemente, più o meno con un mezzo di trasporto e più o meno con dignità abbia sempre un altra soluzione.

Veronica Lario si è accordata con il Premier Silvio Berlusconi per la separazione consensuale...

Mentre aspetta, il simpatico signore conosciuto quando gli facevo la gentilezza di portargli qualche carta o di prendermene qualche altra per la sua contabilità, si rivolge alla compagna del ragioniere che stava lì senza fare un bel niente, congedata per un giorno dal suo usurante e faticoso lavoro part-time al call-center, ed esordisce
"sa mi vendo una Treccani...saranno 12 volumi, è un affare, la svendo proprio, l'ho presa un milione e mezzo, per trecento euro la do via, è del '98..."
Io lo sento e penso "troppo recente per essere antica e troppo vecchia per essere utilizza".
Non ci faccio caso dapprima.
Poi continua "ho anche una poltrona, stile cinquecento, la vendo anche per 200 euro, se conosce qualcuno..."
La compagna del capo annuisce e promette che se sentirà di qualcuno che cerca una Treccani obsoleta o una poltrona da rigattiere glielo farà sapere.
Capisco di più adesso.

300mila euro al mese e l'usufrutto di una villa; lei aveva chiesto 4 milioni.

Il signore entra, parla un po' con il ragioniere, esce.
Nel frattempo anch'io stavo uscendo per cercare dei documenti giù in archivio, che poi sarebbe un garage.
Mi fa un po' di feste, mi sorride con gentilezza, persona semplice, "un buon diavolo" penso; ma un altro pensiero mi assale "che starà facendo adesso? si godrà la vita da pensionato evidentemente, sarà venuto per la dichiarazione dei redditi come tutti gli altri".
Nell'androne del palazzo ci separiamo salutandoci l'ultima volta, ed è lì che mi gela con una frase detta di punto in bianco, senza apparente motivo se non quello di uno sfogo impellente, da affidare alla prima persona sorridente e gentile della sua giornata, me:
"Sono in mezzo ai guai Sig. Luciano (così mi chiama), non so dove sbattere la testa..."

Veronica Lario si è accordata con il Premier Silvio Berlusconi per la separazione consensuale: 300mila euro al mese e l'usufrutto di una villa; lei aveva chiesto 4 milioni.

Avrei evitato quella frase con codardia se solo ne avessi avuto l'occasione, invece il meglio che ho saputo fare è stato sputar fuori una banalità del tipo "dobbiamo farci coraggio Sig.XXXX".
Quando risalgo dal garage/archivio sono turbato.
Chiedo qual'è la situazione di questa persona, non ho pace nel pensarci.
Il ragioniere mi aggiorna: era un vigilante, poi la sua ditta ha chiuso i battenti, licenziato a pochi anni dalla pensione, adesso non ha reddito e non sa dove trovare i soldi per adempiere agli oneri contributivi che gli permetterebbero di avere solo uno scarno indennizzo mensile, che comunque farebbe la differenza.
Continuo la mia giornata, ma non sarà la stessa, almeno fin quando non mi sarà passata di mente quella frase detta in confidenza "non so dove sbattere la testa".
Oggi mentre studiavo mi tornava sempre in mente.
In una pausa accedo al sito di Repubblica e leggo la notizia:
"Veronica Lario si è accordata con il Premier Silvio Berlusconi per la separazione consensuale:
300mila euro al mese e l'usufrutto di una villa; lei aveva chiesto 4 milioni.
Quasi rido, pensare che a quel Signore gliene bastavano meno di tremila per poter stare tranquillo.
Quasi rido, quasi.

UT